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Memorie
..."I Cilentani appartengono alla loro terra come le piante che su questa terra germogliano e delle piante condividono la sorte ed i comportamenti.
Come gli ulivi essi crescono forti e rigogliosi ed a loro somiglianza offrono i loro frutti senza badare troppo a chi li ha offesi; spesso come gli ulivi subiscono violenza e offese e non s'indignano più di tanto se è vero che sopportano quasi sempre in silenzio.
Seguono i ritmi della natura e se talvolta capita che anche la natura sia ostile si adattano a riprender vita proprio laddove sono stati offesi."...
Dialogo di Parmenide con Zenone sui costumi del Cilento


Bastia (Corsica) 2 di gennaio del 1829

Stimatissimo e Venerato Maestro,
cos'altro un esule può sperare dall'anno nuovo se non che gli sia concesso di prontamente tornare in Patria? E cosa può maggiormente desiderare della cacciata dello straniero e del tiranno e della proclamazione della Repubblica e che sia una Italia?
Nell'augurio per il nuovo anno è il senso della nostra vita, delle nostre idee e della nostra fede.
...Ella mi chiede dei moti della passata estate in terra di Cilento... io non le scriverò l'elenco degli orrori compiuti dai Filadelfi né le colpe dei traditori, mi farò, piuttosto osservatore e narratore dello stato d'animo della mia gente... Progettammo una rivolta, io il Canonico De Luca e gli altri Filadelfi, che salisse dal Cilento alla Capitale per portare le istanze del popolo vero, quello che soffre da secoli le angherie dei Baroni, al cospetto del tiranno ed in nome di quelle istanze abbatterne il potere. Il popolo aderì entusiasta e pur consapevole che un fallimento avrebbe portato altri lutti ed ancor più gravi repressioni, sostenne come un uomo solo la causa dei rivoluzionari, che era la sua causa. I metodi criminali della polizia borbonica e la barbarica reazione del turpe Del Carretto, ebbero violentemente ragione: molti rivoluzionari furono presi e giustiziati, villaggi saccheggiati e quasi interamente distrutti...
Ma torniamo al popolo che è l'unica ragion d'essere della nostra stessa vita: se il Cilentano sia un popolo rivoluzionario non è facile a stabilirsi, vero è però che rivoluzionarie sono le condizioni in cui versa...
Ed infine , Lei Maestro, mi chiede notizie della terra cilentana: la più bella che possa immaginare, Le risponderò, la più seducente e piacevole regione che Iddio ha voluto creare: monti ricoperti di florida vegetazione s'intrecciano fra loro e verso un mare, che incantò già i Greci, declinano formando fertili vallate che i Cilentani coltivano come se fossero gli ultimi abitanti dell'Eden.
Tale è la terra mia e tale la mia gente: prego che rimangano intatte e prego di rivederle anzi di morire.
Le Memorie di Antonio Galotti


"Mi venne sol da luminosa parte
del cielo una vaghezza di destare
a piè dè i faggi e poi dè lauri a l'ombra
la bella luce che fa l'alme chiare,
Oh inver beati voi, ninfe e pastori,
cui sa ignoranza cagionar contenti,
ch'obliati sudor, fatiche e stenti
aquetar vi sapete a un dono frale
e di poma o di lane over di fiori;
ed al caldo ed al gelo diletto e gioco
vi reca l'ombra fresca e l sacro foco;
ne altra gioia a voi sembra che piaccia
che rozzo amore o faticosa caccia.
Ma per le pene mie i' giuro a queste
aspre selve, solinghe, orride e meste,
che non mai turberà, mentre respiro,
i lor alti silenzi un mio sospiro".
G. B. Vico, Affetti di un disperato


"Torniamo sui nostri passi, arriviamo a Pioppi e, vista una paranza a motore in secco, domandiamo se vogliono noleggiarcela fino a Palinuro. Il proprietario, signor Pinto, la fa subito mettere gratuitamente a nostra disposizione, e vuole che si accetti in casa sua una tazza di caffè.
Non sono particolari insignificanti, e non sono i soli che m'hanno dimostrato la cordialità della gente di queste parti. Ho fatto quest'esperienza, anche avvicinando persone di umili condizioni: non entrano nei fatti vostri; vi rivolgono di rado la parola, ma non perché timidi o privi di eloquenza, ma perché assenti in propri pensieri.
Ma basta che esprimiate un desiderio ed eccoli farsi a pezzi per accontentarvi: lo fanno per inclinazione a farsi benvolere, e mi pare civiltà assai rara. Terra ospitale, terra d'asilo".
Giuseppe Ungaretti, Viaggio nel Mezzogiorno