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Celso
Convento di Costantinopoli
Una targa
Palazzo Baronale Mazziotti
Palazzo Baronale Mazziotti

Nella piazzetta chiusa per tre lati dal palazzo dei baroni Mazziotti, che ha dato i natali a Matteo Mazziotti, parlamentare negli anni '20 e insigne studioso del Risorgimento nel Cilento sorge la cappella gentilizia di famiglia, intitolata a San Nicola. Essa risale al XVII secolo e custodisce l’antica icona della Madonna di Costantinopoli.

Convento di Costantinopoli

Prima dell'abitato di Celso sulla collina della Madonna di Costantinopoli si ergono le imponenti rovine di un complesso conventuale dedicato ad un culto costantinopolitano.
Secondo la tradizione popolare sarebbe stato edificato dai profughi di Costantinopoli, che sfuggiti al sacco della loro città, perpetrato nel 1453 da Maometto II, volevano, tramite esso, ricordare il culto della patria perduta. Costoro, che già avevano istituito nei pressi una colonia, intitolarono alla Madonna di Costantinopoli il luogo, e nella simbologia dell’effige, la raffigurarono leggermente chinata in avanti come in atto di spegnere le fiamme divoranti una città posta ai suoi piedi.
Nel 1610 la cappella venne donata dal signore del luogo agli agostiniani che diedero incarico di fondarvi un convento. Il complesso conventuale fu poi rilevato dalla famiglia Mazziotti che ne curò il decoro sino al secondo dopoguerra.
Negli anni Trenta, sul pianoro antistante, venne istituita la fiera che si tiene tuttora il lunedì successivo alla Pentecoste. Le rovine lasciano scorgere i molti ambienti, i sotterranei, il chiostro, le poderose arcate a sostegno dei muri esterni, la cappella in cui restano tracce di affreschi, le tombe gentilizie e i decori di stucchi policromi.

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