Comune di Pollica barra intestazione
Uno scorcio di Pollica
Pollica
Uno scorcio di Pollica

Il bellissimo Comune di Pollica si presenta come una piccola costellazione di borghi, talora volti al monte Stella, altre al mare.
La spiaggia di sabbia fine di Acciaroli, ormai famosa in Italia, con le bianche fioriture di gigli marini in luglio e agosto, caratteristiche delle prime dune, è divenuta un simbolo del paesaggio costiero.
La costa si presenta con una spiaggia morbida ed ampia ad Acciaroli, con affascinanti e selvaggi dirupi sulle acque, sino alle attraenti spiaggette sassose di Pioppi.

Uno scorcio di PollicaUno scorcio di PollicaUno scorcio di PollicaUno scorcio di Pollica
Tra le colline s'incastonano piccoli gioielli di architetture medioevali, Celso, Galdo e Cannicchio; esse si ammantano di arbusteti, ginestreti odorosi, querce e corbezzoli della macchia mediterranea, eriche arboreee, corbezzoli e mirti del sottobosco.
Il Comune di Pollica è divenuto uno dei soggiorni più ameni e preferiti d'Italia per la sua ricchezza in giornate solatie, sempre temperate da fresche brezze, per la cornice montana, per l'incanto dei cieli azzurri, per le aperture sulle meraviglie di un liscio e cangiante mare che da Capo Palinuro si allarga ad oriente, alla Punta Licosa.
Territorio premiato dal 1987 con la Bandiera Blu d'Europa, le Cinque Vele del Touring Club e ascritto al prestigioso retaggio nazionale e internazionale di Cittaslow; nel 2006 si è classificato al primo posto come miglior Comune turistico d'Italia con il "Vacanzometro", riconoscimento istituito dalla rivista Gente, infine, ha vinto, nello stesso anno, il primo premio di Città per il Verde, per gli interventi di riqualificazione di aree degradate e di aree costiere, nonché, per le numerose campagne di educazione ambientale realizzate attraverso progetti e manifestazioni.

L'etimologia del toponimo "Pollica" deriva da termini greci, "molte case" e "piccola città".
L'attuale centro urbano si sviluppò attorno alla chiesa di San Nicola, risalente al XVI secolo, e viene menzionato già nel 1187 e poi nel 1290; la prima data è riferita ad una pergamena colla quale si delimitano i confini della Badia di Cava, la seconda indica l'erezione del castello.
Sul finire del XIII secolo Pollica risulta possesso dei d'Alemagna da cui passò per vendita ai Capano. Nel 1795, estintosi il ramo diretto dei Capano, dopo annose controversie ereditarie, il feudo di Pollica passò ai De Liguoro nel1801, ai quali rimase fino all'eversione della feudalità decretata dai francesi di Buonaparte, nuovi signori dell'Italia meridionale. In base alle nuove leggi, le Universitas divennero "Comuni".
I primi insediamenti sul territorio si fanno, tuttavia, risalire al VI-VIII secolo, a seguito dell'emigrazione bizantina e alla presenza di monaci basiliani.
La fabbrica della chiesa di San Nicola del XVII secolo, fu impiantata probabilmente su una cappella preesistente, quantunque, non esistano del fatto fonti storiche certe. Sulla facciata si aprono una porta ben proporzionata, due finestre ed un oculo nella parte centrale del timpano.
La torre campanaria si erge massiccia ed alta terminando in una cella con alte e ampie monofore, con copertura a piramide.
All'interno si nota un bellissimo altare maggiore in marmi policromi, il soffitto fu decorato da Matteo Cilento nel 1890. Al centro la figura di san Nicola.
Di particolare bellezza sono le figure degli angeli dipinte sulle portelle dell'organo e le figure dei serafini.
Alla sommità del grande arco che sormonta il presbiterio è dipinto lo stemma dell'Università di Pollica, ossia dell'antica municipalità.
Sul sagrato antistante la chiesa si nota un'antica edicola con un dipinto dell'Addolorata.

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